Ul pâpûrott
“Quand i Rè Magi in riva in la stala an trua ul bambén in da la mangiatoia cun quatar pagn indoss, ga sa védéva du bei ugit e ul bamburégn dal ventar.”
Il pâpûrott voleva ricordare questo momento quando i Magi trovarono il Bambinello.
Ecco nascere così un dolce da donare ai bambini, fatto di farina bianca, un cicinén apena da farina gialda, par dach ul culur è impasta cun l’acqua dulza pér fal pari un bumbon, tri ughèt par fa i du ugit e ul bamburégn dal véntar.
L’Epifania a Lissone veniva chiamata ul di’ di Remagi.
Un omaggio alla tradizione da Pro loco Città di Lissone aps
Achille Battaglia cosa a che fare con ul pâpûrott?
Semplice è lui “ul pâpûrott,” non meravigliatevi, facciamo un pò di storia.
Il Conte Battaglia Gaetano Antonio colonnello al servizio del Regno d’Italia nel periodo napoleonico era stato nominato Revisore dei conti dell’Amministrazione Comunale di Lissone ed era anche proprietario di una villa in Lissone, sposa nel 1805 la Contessina , quattordicenne, Lucia Marianna Frapolli ( più tardi la storia ci dirà che fu anche una delle tanti amiche di Ugo Foscolo).
La contessina nel Gennaio del 1810 diede alla luce il loro primo figlio….. Achille, allora i bambini nascevano nelle case seguiti dalla levatrice ed appunto la levatrice della famiglia Battaglia la signora Maria mentre sollevava l’appena nato Achille, vedendolo grande e in salute esclamò “Ma vardè che bel papurott!” Lucia commossa nel vedere l’affetto e la vicinanza dei Lissonesi alla nascita del suo primogenito, ordinò al capo cuoco di casa, Antonio, di creare un dolce da donare a tutti i bambini di quel borgo. Antonio non ci mise molto, aveva già pronto un impasto di farina, lievito, zucchero, latte ed uvetta col quale stava preparando dei biscotti per la prima colazione dei signori; riprese questa pasta e la stese a forma di bambolotto, gli occhi e il burigello erano di uvetta e dopo un’ infornata il dolce era pronto.
La contessa Lucia, entusiasta del risultato, volle che tutti, ma proprio tutti i bambini di Lissone, per la prossima festa dei Re Magi potessero avere quel dolce!
Così dette inizio alla tradizione lissonese di regalare specialmente ai bambini questo semplice dolce.
Ricetta Originale
250 gr di farina
60 gr di burro
35 gr di zucchero
100 ml di latte
7/8 acini di uvetta passa
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Intiepidire il latte in un pentolino senza portarlo alla bollitura.
Setacciare la farina aggiungerla al latte con una gran parte dello zucchero, amalgamare bene, lasciare riposare l’impasto per qualche minuto, formare un bambolotto iniziando dalla testa, aggiungere le uvette come occhi e ombelico, porre in forno a 180* per circa 15/29 min.
Toglierlo dal forno e sploveralrlo con il rimanente zucchero.
Ricetta odierna
250 grammi di farina
60 grammi di burro a temperatura ambiente
35 grammi di zucchero
Un pizzico di sale
0,5 grammi di vanillina
20 grammi di lievito di birra
100 ml di latte
1 uovo
Uvetta per le decorazioni
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Intiepidire il latte in un pentolino, evitando di portarlo a bollitura.
Spegnere il fuoco e immergere il lievito di birra nel latte.
Setacciare la farina e aggiungere il sale, una gran parte dello zucchero e la vanillina.
Amalgamare bene gli ingredienti, aggiungendo l’uovo e il burro.
Versare il latte con il lievito nell’impasto e impastare velocemente fino a formare una palla.
Lasciare riposare per circa tre ore in un luogo tiepido, coprendo con un canovaccio o pellicola.
Dopo il riposo, formare il bambolotto, iniziando dalla testa e procedendo con il corpo.
Aggiungere l’uvetta come occhi e bottoni dell’ipotetico vestito.
Spennellare la superficie con tuorlo d’uovo prima di infornare per 15/20 minuti a 180 gradi.
Al termine spolverarlo con lo zucchero.
